Come fa un bambino ad acquisire cognizione di sé?

Come abbiamo fatto e ancora facciamo a renderci conto di ciò che siamo?

E’ sempre nel riscontro con l’esterno che prendiamo la misura di noi stessi.

Il bambino sente la carezza della madre e sente il duro del pavimento, sente il morbido del cuscino e sente il bagnato del pannolino e così impara a riconscere i propri confini, impara a capire fino dove arriva, fino dove è lui e dove incomincia quello che è fuori di lui…

Senza feed back avremmo decisamente vita difficile perché non potremmo avere una percezione di noi, di chi siamo nel corpo e nel sentire.

Inoltre non a caso il nostro corpo ha ogni superficie ricoperta di sensori che raccolgono informazioni sull’ambiente per poter il più prontamente possibile attuare le strategie migliori per garantire i parametri basilari per la nostra sopravvivenza ma anche per indicarci cosa è giusto e sbagliato per noi.

In italiano feed back significa “riscontro” che letteralmente significa

“sbattere contro”

insomma è in questa opposizione che troviamo “noi stessi”.

Ma quando siamo cresciuti le cose cambiano, o meglio, possono cambiare.

Perchè la necessità del riscontro continua ad essere una costante per la nostra organizzazione interna.

Quello che cambia è però il referente a cui rivolgersi per ricevere il “riscontro”

di cui abbiamo bisogno per “prenderci la misura”

Infatti se quando eravamo piccoli avevamo sostanzialmente focalizzato l’attenzione sui feed back emessi dall’impatto con l’ambiente perché dobbiamo scoprire che esistiamo, diventati adulti questa consapevolezza è ormai acquisita, resta da scoprire di volta in volta “come” siamo.

E quindi possiamo scegliere se lasciare all’ambiente lo scettro della discrezionalità del feed back

oppure ne prendiamo personalmente la responsabilità.

Sostanziale differenza.

Ed è per questo che esistono le emozioni, ci servono per descrivere l’esperienza e costruire quella nostra mappa interiore utile per orientarci verso il come di ciò che siamo.

La nostra prima vera, importante necessaria comunicazione avviene dentro noi stessi. A volte lo dimentichiamo, a volte lasciamo che il feed back esteriore condizioni fortemente quello nostro interiore. E ci sentiamo confusi.

Riprendiamoci il nostro feed back!!!

La Voce ci viene incontro: la vibrazione che emettiamo con i nostri suoni, certamente anche al di là delle parole, rimbalza sulla struttura cristallina delle nostre ossa e rinforza la percezione che abbiamo di esistere e come un sonar descrive il nostro mondo interiore. 

Ci dà accesso alla nostra verità, ai feed back dimenticati, e li libera.