L’urgenza del presente

C’è una droga che sta circolando con sempre più insistenza già da qualche anno.

Una droga che si insinua tra i pensieri e nelle scelte che facciamo giorno dopo giorno.

Una droga che circola ovunque e che rende dipendenti senza esserne consapevoli.

E’ un senso di oppressione che accompagna i giorni e si fa sempre più forte tanto da sentirlo via via più insostenibile.

E’ un senso di follia generalizzata che ci attraversa mentre si mostra ovunque dilagante ed inaffondabile.

E’ un senso di precarietà ma soprattutto di impotenza che si fa largo e che deprime il naturale senso di rivalsa.

Un senso di legittimità del non senso.

Le guerre si susseguono l’una all’altra e i disagi, le difficoltà e le problematiche si moltiplicano.

Adesso basta guerre.

Basta angoscia, basta sentirsi impotenti davanti a tanta gravità, basta stare aggrappati al continuo insistere che un disastro sta sicuramente arrivando!

Questo basta è una urgenza, una urgenza che chiede attenzione e la messa in atto dell’azione.

Ed è una urgenza nella urgenza non lasciarsi trascinare in uno stato d’animo depressivo, frustrato, con il fiato corto.

Questa è la guerra che è già atterrata qui dove abbiamo scelto di vivere e con cui siamo già a misurarci.

Perché è una droga quel tipo di stato d’animo che rende dipendenti e acceca il futuro.

Una droga da cui è necessario non farsi intossicare perché quella intossicazione ha una ricaduta potente dentro, tutto intorno e negli affari del mondo.

Il nostro vivere, la Vita stessa, è una emozione forte fatta di passione per l’esistere e per la sua manifestazione.

Il nostro sangue corre nelle nostre vene, le nostre cellule si riproducono incessantemente così come il cuore che batte, i polmoni che prendono e rilasciano ininterrottamente fino all’ultimo istante per la passione del vivere.

E il sole nasce, i pianeti ruotano su se stessi per amore della vita, per passione della vita.

La Vita ama se stessa con una forza appassionata che si riproduce senza limiti di continuità.

Di questo siamo fatti, in ogni nostra cellula.

Quella passione motivante è diventata nell’andare dei tempi la droga della paura, dell’angoscia, della depressione.

Una pressione emotiva che ci aggancia e con facilità si allarga ad occupare spazi anche molto intimi della persona: è questa la guerra che vede in noi i soggetti attaccati e da cui è urgente, importante, necessario, liberarsi e per cui occorre impostare la giusta distanza.

Una distanza che permetta di vedere e di rispettare la Vita e l’essere umano.

L’essenza deve rimanere libera ed aderente a sé.

Questa è la guerra che dobbiamo combattere adesso, che ci riguarda così da vicino da essere determinante per lo svolgersi di qualsiasi futuro possa profilarsi.

Quella paura, quella angoscia, quella sfiducia sono il veleno con cui vengono occupati i territori interiori.

Intossicandoci si fanno largo fin dentro di noi nel più intimo di noi:

bisogna non permetterlo.

E’ URGENTE ABBEVERARSI ALLA FONTE DELLA PASSIONE PER LA VITA

E’ urgente difendere, nutrire, rivendicare quell’impulso naturale fatto di una passione senza limiti di continuità che dà il senso sostanziale alla nostra esistenza …

e che per questo con comprende guerre: non può intrecciarsi con ciò che la Vita distrugge.

Teatro in prosa

La ragione di questo mio impegno è dovuta alla imperdibile opportunità di rendere più accessibile la saggezza che questi racconti così pregni di vita vera, vissuta, connessa con la realtà portano con sé.

un nemico del popolo - Maria Cristina Franzoni

Un nemico del popolo

Questo libro è la trasformazione in romanzo di una commedia del grande Henrik Ibsen. Un’opera nota ma non notissima, dalla quale è stato tratto negli anni ’70 un film indimenticabile con Steve Mc Queen.

Il dottor knock

Il dottor Knock

Sono i paradossi a costituire la trama di questo racconto, paradossi però ben incardinati nella realtà. “Le persone sane sono malati che non lo sanno” è questo il focus del dr. Knock approdato sulle alpi francesi come medico di una comunità contadina dalla vita semplice.