il lavoro su di sè

Il lavoro su di sé: fiducia

….E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. “ articolo 3 comma 2

Quanto mi piace questo articolo della nostra costituzione….

In particolare mi piace:

la Repubblica favorisce…e rimuove gli ostacoli…che impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”

Quando un individuo viene al mondo inizia il suo processo di manifestazione nella società. Ne consegue che la società sia un organismo in movimento che si conforma nella sua struttura per favorire il pieno sviluppo delle nuove persone arrivate.

E’ questo che ci dice la nostra Costituzione, frutto del lavoro comune dei nostri padri fondatori che pur con visioni politiche diverse condividevano una profonda fiducia nell’essere umano e nella sua possibilità di migliorarsi come condizione naturale della persona umana, e venivano da una terribile guerra.

Sapevano infatti che questa era, ed è certamente ancora, la strada principale affinchè

la storia non racconti più di eventi così tragici.

In realtà lo sviluppo e l’articolazione della personalità e delle relative potenzialità, ad oggi, passano assolutamente in quarto piano, non sono una priorità, non sono il senso da dare all’instaurarsi della relazione tra la persona e l’ambito sociale.

Nel mezzo di questo processo di adattamento l’adulto, ovvero la società stessa nella sua espressione burocratica, formale, istituzionale. Perchè il genitore, e con lui tutti gli adulti che sono in relazione, diventa il portatore e il filtro di principi e regole necessarie da rispettare e quindi da inculcare nella memoria comportamentale del nuovo arrivato.

Plasmando il nuovo con il vecchio.

Ricordo la mia perplessità quando mi sono trovata ad indossare questi abiti inaspettati, non avevo previsto questo ruolo da svolgere, quando ho messo in essere il desiderio potente che il mio corpo esprimeva di diventare madre.

Sarebbe un passaggio di consegne naturale, nel senso che si insegna a chi non lo sa cosa abbiamo imparato nel corso del tempo, come migliore soluzione a determinati problemi, sapendo che tutto è assolutamente in movimento ed evoluzione, aspettando e favorendo l’apporto che chi è più fresco di noi, può dare al bene di tutti. E’ questo in fondo il compito che svolge anche il nostro DNA, ed è così che si evolve tutto ciò che ci circonda.

In questo modo si fa necessario e conseguente che ognuno di noi si accolli la responsabilità di esplorare, illuminare, sostenere l’impulso naturale ad essere il meglio di sé, come Natura vuole e anche la nostra Costituzione riconosce necessario.

Il lavoro su di sé, come oggi viene chiamato, è dunque lo strumento efficace e potente che abbiamo a disposizione per ridisegnare questa mappa che altrimenti ci conduce ad una strada senza sfondo perché ci impedisce di essere l’individuo consapevole a cui naturalmente tendiamo.

Un processo che i greci chiamavano “gnosci te ipsum” e la sapevano già lunga.

Tutto inizia da lì, da questa responsabilità.

Tanti anni fa ormai, quando ho iniziato ad occuparmi in modo specifico e consapevole di crescita personale, non immaginavo la potenza e l’urgenza di questo aspetto della vita.

Non ci viene insegnato a guardare dentro di noi bensì fuori di noi.

E’ lì, fuori, che cerchiamo i punti di riferimento, le verità a cui affidarci e il posto da occupare…

senza davvero abitare noi stessi.

Abbiamo perso la fiducia di farlo, abbiamo anestetizzato l’impulso interiore a farlo, abbiamo creduto che non fosse possibile abitare noi stessi, come fossimo un sacco vuoto e poco raccomandabile da riempire …di altro.

La fiducia nella nostra Natura, nelle origini sacre della Vita che ci abita, nelle nostre qualità innate e nel bisogno di evolversi e migliorarsi della specie umana….dove sono finite?

Noi di certo siamo finiti confinati troppo spesso nella nostra testa, negli schemi ideologici, lontani dal nostro corpo e

dalle verità che la nostra natura porta con sè.

Le nostre cellule però, le cellule del nostro corpo, del nostro essere, questa fiducia non l’hanno ancora persa!

Quella fiducia nella vita e nel vivere, nella cooperazione, nell’imparare, nell’evolversi ripulendosi e veicolandosi nutrimento per continuare instancabili a mantenere la vita in vita nel miglior modo possibile.

E allora adesso proprio adesso ritorniamo con la nostra attenzione lì al nostro corpo, osserviamone la perfezione e l’instancabile attività, restiamo in ascolto e in gratitudine…è così scontato per noi che tutto funzione come deve, che i polmoni respirino, che il cuore batta, che lo stomaco digerisca, che gli occhi vedano, che…

Così scontato che se poi non funziona qualcosa, allora diventa una sfortuna, una condanna, uno smarrimento, una lotta. Ma abbiamo mai dedicato un po’ del nostro tempo ad avere davvero cura e riconoscimento per la attività instancabile fiduciosa ed intelligente di queste nostre cellule che con la loro straordinaria organizzazione ci consentono di godere della vita?

Ritorniamo ad avere fiducia di abitare noi stessi, accogliendoci e ascoltandoci, abbiamo molto da imparare proprio da lì.

Perchè il lavoro su di sé è quel processo che permette di elaborare il passato e trasformarlo in futuro evolutivo, che permette di lasciare andare attaccamenti che vivono di paure e schemi per potersi inoltrare nel nuovo sconosciuto che urge di essere espresso…

la Vita ha voglia di Sé Stessa!!!

Il lavoro su di sè è quindi proprio il contrario del plasmare il nuovo con il vecchio perchè infatti

parte dal vecchio per elaborare e manifestare il nuovo

E lasciamo che la nostra voce possa essere ascoltata comunque essa sia, innanzi tutto da noi stessi.

Lasciamo andare il respiro e con lui il primo suono, quello della aaahhhh…assaggiamo le diverse tonalità con cui sprofondare in noi e lasciamo andare il suono…

Il nostro corpo vibrando sarà più vivo e presente e noi con lui.

E che il lavoro su di sé possa cominciare e proseguire come Madre Natura vuole e la nostra Costituzione riconosce

 

Teatro in prosa

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Un nemico del popolo

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Il dottor Knock

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