Questa considerazione è davvero importante. Perchè può fare la differenza.

Ad un certo punto mi è proprio apparso chiaro.

Me ne sono accorta mentre stavo a pensare a qualcuno continuando ad insistere ripetutamente dentro me stessa che aveva torto e che io invece avevo ragione. E ne sono certa ancora, che io avessi ragione.

Ma c’è un ma.

Un ma gigantesco che cambia il senso delle cose e lo rende tutto il contrario di quello che vorrebbe essere.

Quando ci opponiamo a qualcosa che riguarda gli altri, le persone a cui vogliamo bene, che ci sono vicino e per noi hanno un valore, o anche che semplicemente fanno parte dell’ambiente sociale in cui viviamo, cercare di rivolgerci a loro con l’insistenza della propria certezza nell’avere ragione fa male a noi e a loro.

Ma sopratutto a noi.

Insistere nel voler avere ragione aggrava via via quei foschi presagi che secondo noi si prospettano se ciò che riteniamo giusto non viene condiviso e applicato .
Abbiamo ragione , lo sappiamo, è certo che se si va al contrario si finisce male. Perciò insistiamo.

E come stiamo mentre insistiamo?

Come stiamo dentro di noi?

Stiamo male!

Si certo una parte, quella che dice “ho ragione”, si rinforza e più si rinforza, più si fanno fosche le previsioni che già vivono dentro di noi,

in sostanza stiamo già vivendo, dentro di noi, quello che vorremmo evitare.

Inoltre ingigantendosi quella severità dentro, tutto il corpo somatizza quella condizione: respiriamo con più difficoltà, la schiena si fa poco flessibile e una componente autoritaria e punitiva avanza nel modo con cui ci proponiamo agli altri.

In tutto questo il buono di cui ci vogliamo fare portatori si rimpicciolisce tanto da non essere quasi più rintracciabile.

Insomma così facendo diamo tanta energia alle nefaste previsione da creare un campo energetico del peggiore proprio intorno a noi per quelle che sono le nostre valutazioni, necessità, verità.

E’ così che creiamo noi, per noi, proprio quello che non vorremmo…

per dimostrare di avere ragione!

Ancora peggio naturalmente se la nostra controparte è una persona a noi cara, il cui destino si intreccia con il nostro perché quei pensieri, parole ed opere che agiamo e che crediamo guidate da una forma d’amore, diventano assolutamente distruttive.

Perchè siamo potenti, molto potenti e ancora però non ne abbiamo la piena consapevolezza di fin dove si spinga la nostra potenza.

Che succederebbe se invece concentrassimo la nostra energia in tutto ciò che rinforza la nostra verità, la nostra visione propositiva? Se riempissimo i nostri pensieri di tutte le cose che possiamo fare per andare in quella direzione, noi in prima persona non gli altri?

Anche se la presenza degli altri e la loro azione possa essere pesante su di noi…cosa possiamo fare per rinforzare la nostra verità con il nostro modo d’essere?

Come ci sentiremmo se anzichè irrigidirci lasciassimo fluire la prospettiva che ci fa stare bene e che ci corrisponde davvero?

La nostra frequenza interiore cambierebbe, dentro saremmo più distesi e aperti , staremmo da subito meglio. Sarebbe più facile trovare soluzioni e contromisure.

Ma il vizio dell’abitudine è forte e spinge verso il loop mentale che ripropone lo stesso schema, le stesse paure, lo stesso senso di impotenza e rabbia, portando così sempre più dentro alle giornate, e le nottate, proprio quella visione oscura che vorremmo tenere lontano.

E sai perchè?

Perchè in questo modo nutriamo l’illusione di prendere il posto del comando, quello dell’autorità.

Dunque come fare?

Per cominciare io su di me ho trovato utile:

  • ancorarmi a qualcosa che mi nutre fortemente, anche ancestrale come per esempio immaginarmi in braccio a mia madre essendo ancora in fasce e lasciare che quella energia di abbandono, in cui non devo fare assolutamente nulla se non semplicemente esistere, mi pervada e mi distenda.
  • non permettere che pensieri negativizzanti stanzino troppo tempo dentro di me spostando l’ attenzione a ciò che mi scalda il cuore e stimola la mia produzione di amorevolezza, di piacere, di realizzazione di ciò che mi da’ gioia…anche ballare per esempio!
  • non rimanere attaccata a tutto ciò che ritengo sbagliato. Seppure anche doloroso, si può mettere distanza tra ciò che sono io e ciò che non è me: io posso farmi carico solo di me. Non posso farmi carico delle scelte degli altri, anche se queste scelte possono avere ricadute su di me.

Senza retorica o facile superficialità: l’amore per la vita ci scorre nelle vene tutti i giorni tutto il giorno, da millenni, e non si irrigidesce, meglio lasciarlo fluire con consapevolezza.

E’ la nostra componente mentale che ci boicotta e vuole lo scettro del comando!

Sono a disposizione per approfondire e articolare le modalità adatte per ognuno per essere liberi da attaccamenti e boicottaggi.