Di questi tempi può sembrare strano “il diritto alla felicità”.

Invece è proprio di questi tempi che è necessario.

E’ necessario ricordarselo che nasciamo con una impronta che dà il senso a tutto questo tempo che trascorriamo qui. In effetti non ce lo ricorda nessuno e quindi anche quell’impulso che è naturale dentro di noi piano piano tende a silenziarsi, o si altera e deforma cercando di prendere aspetti che possano essere considerati accettabili.

Così si confondono molte cose nella sostanza e nei contorni che vanno a disegnare.

Pensa a quante abitudini pessime introduciamo nel nostro vivere combattendo contro noi stessi: il fumo come esempio su tutti, ma anche il cibo spazzatura, le cattive amicizie, il tempo buttato via…cercando comunque sempre di essere felici.

Il diritto ad essere felici ci riguarda talmente tanto che arriva ad essere l’elemento principale della costruzione della nostra esistenza.

Noi cerchiamo sempre di essere felici solo che troppo spesso non sappiamo in cosa consiste esserlo. Gli oggetti, le illusioni e le apparenze paiono distrarci e farci credere che basti andare in quella direzione.

Invece no, in quella direzione perdiamo noi stessi per molto meno di un piatto di lenticchie.

Il diritto di essere felici ci appartiene in ogni aspetto di noi e abita nella nostra parte più intima e profonda, e se noi non lo rispettiamo questo diritto, se non lo rivendichiamo, se non lo agiamo, generiamo una sofferenza tale nell’essere che può davvero arrivare a perdere il senso di sé.  

Se rinunciamo è come se rinunciassimo alla nostra struttura portante.

Ma dobbiamo voler essere felici.

Perché è proprio il dare credito a questo impulso che fa la differenza alla fine dei conti.

Perché ci impone di fare un salto di qualità importante, fondamentale, determinante.

Ci impone di assumerci la responsabilità di rivendicarlo questo diritto, di riconoscerlo e portarlo nel mondo.

Ci richiede l’abilità a rispondergli.

Nessuno ce lo può regalare questo diritto: dipende in prima istanza proprio da noi. 

Perché ognuno ha il proprio modo di essere felice e perché la felicità è innanzi tutto e soprattutto uno stato interiore dell’essere.

La felicità di ognuno inevitabilmente non solo connette a Ciò Che E’ Più Grande e va a generare un campo di felicità che si irradia tutto intorno, ma, anche, favorisce una attivazione perenne di altra felicità.

Sono cose che sappiamo queste, solo sono riposte in angoli bui e dimenticati perché crediamo di dover avere il consenso altrui per crederci davvero.

Non è così, anzi, è proprio l’opposto.

Il diritto alla felicità vuole essere voluto:

se non mi ami non mi meriti insomma.

La felicità ce la dobbiamo prendere.

Come esseri umani abbiamo una ragione per essere qui, lo sappiamo, e tutto il processo di consapevolezza e crescita personale di cui tanto si parla porta sempre e comunque lì: nel doversi prendere la responsabilità della propria felicità.

Poi sarà un mondo diverso ma oggi è questo il tempo che stiamo attraversando.

Ho letto questa frase che mi è molto piaciuta:

Siamo noi l’origine del tempo…

e della sua qualità, aggiungo io.

Ognuno di noi genera il suo tempo e come viverlo e allora andiamola a cercare quella felicità che abita dentro quando siamo allineati al rispetto del nostro sé profondo.

Cerchiamola e valorizziamola, portiamola nel mondo, facciamola vibrare nelle cellule e sprizzare negli occhi

certo, è vero, ci vuole coraggio per essere felici.

Infatti dal latino coraggio significa CORE ABEO, ho cuore.

Non c’è niente di meglio da fare che avere a cuore noi stessi.

La nostra più profonda paura è quella di essere oltremodo potenti. E’ la nostra luce, non la nostra paura che ci spaventa. Noi ci chiediamo: chi sono io, per essere brillante, splendido, pieno di talento e favoloso? Chi sei tu per non esserlo? Sei un figlio di Dio. Giocare a farti piccolo non serve al mondo: non c’è niente di illuminato nel ritirarsi, così che altra gente non si sentirà insicura intorno a te.

Tu sei destinato a risplendere come fanno i bambini. Sei nato per manifestare la gloria di Dio che è in te, come è in ognuno. Nel permettere alla tua luce di riverberare, inconsapevolmente dai alle altre persone il permesso di fare lo stesso. Se tu ti sei liberato dalla tua paura, la tua presenza, automaticamente libera gli altri.

Marianne Williamson dal libro di Karina Schelde

“Soul Voice – Libera la Voce dell’Anima”