BENESSERE: UN TRIBUTO DOVUTO

 

Tributo è un participio sostantivato del verbo latino tribuere che significa accordare, concedere, tributare, riconoscere, imputare, ripartire ed è denominale, cioè deriva da un nome tribus cioè tribù.

Il tribuere è quindi un atto relativo alla relazione con la comunità, nell’ambito della comunità.

Al fatto, io credo, che ogni nostro atto, come il nostro respiro, prende e dà e che quindi è frutto e generazione di scambio tra interno ed esterno

L’etimologia della parola infatti fa pensare che una comunità si fondi su questo scambio e questo scambio è l’attivatore di tutte e nostre relazioni a partire da quella con noi stessi.

Insomma per stare bene occorre agire la capacità di ringraziare, di riconoscere, di tributare il fatto che si riceve affinchè si possa dare.

A cominciare dal respiro. Si prende e si ridà per trattenere quello che serve. E’ una azione che facciamo in modo inconsapevole ed ogni istante del nostro vivere.

 E non si tiene in sufficiente considerazione il valore di dare riconoscimento a questo processo.

Perchè la verità è che se non lasciassimo andare non potremmo riprendere.

La Vita stessa si fermerebbe.

La Verità è che la Vita è movimento instancabile che non possiamo fermare e di cui noi facciamo parte a prescindere

Riconoscere questo tributo significa quindi riconoscersi consapevole parte dell’insieme e riconoscere di esserne parte attiva.

Parte del movimento stesso. Parte della Vita.

E’ cosa logica e necessaria quindi, l’azione di rendere tributo per tutto ciò che prendiamo, che tratteniamo, che lasciamo andare.
Tutte parti dello stesso processo vitale.

Ed è il modo più efficace concreto e significativo per rivendicare l’essere parte nel tutto.

E non è cosa di poco conto.

Particolarmente oggi, in questi tempi in cui pare ci si debba alienare perfino da noi stessi, dal nostro corpo, oltre che da tutto ciò con cui entriamo in relazione, il cibo, l’aria, l’acqua, la casa, le cose, le relazioni e cadauna delle scelte che giornalmente ci riguardano.

Mantenere il posto, restare sul posto, nel diritto alla appartenenza è indispensabile.

Il tributo, il ringraziamento verso tutto quello a cui abbiamo accesso, a partire dal primo respiro, dalla vita che ci scorre nelle vene, è un tributo dovuto che ci ricolloca nel nostro posto nel mondo e ci rimette nelle mani il nostro diritto di ESSERE.

E di BEN-ESSERE.

Questa Vita mi appartiene e per questo dico GRAZIE!

Grazie alla Vita!   

 

 

 

 

 

 

                                        

 

 

 

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